Corografia (annotata: le annotazioni in
rosso sono aggiunte) del progetto
"Irrigazione del Campidano di Cagliari" (1886),
a firma dell'Ing. Calogero De Castro (per
cortesia della
Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna).
Il progetto dell'Ing. De Castro prevedeva, in
una prima fase, il rialzo del livello di
ritenuta dello stagno di Maracalagonis fino a
quota 95,53 m s.l.m. mediante due piccole dighe
in terra realizzate sui due lati dello stagno
medesimo, alte rispettivamente 1,52 e 3,23
metri, con coronamento 1 metro più alto della
massima ritenuta. In tal modo, la capacità dello
stagno (divenuto lago artificiale) sarebbe
ascesa a 7,95 Mm³. Al lago di Maracalagonis
sarebbero state convogliate le acque scorrenti
nei rii Staini, Barzolu e Corongiu, quest'ultimo
già sbarrato a monte dalla diga, ultimata nel
1866, che alimentava l'acquedotto di Cagliari.
Il Rio Staini già naturalmente sboccava nel lago
di Maracalagonis; per captare le acque dei rii
Barzolu e Corongiu si sarebbe realizzata su
ciascuno di essi una diga in muratura di
pietrame granitico e malta, in entrambi i casi
di 3 metri di altezza, esclusa la fondazione. Le
due dighe avrebbero consentito la deviazione delle acque
dei rii in un canale che le avrebbe convogliate al lago
di Maracalagonis. Da qui sarebbe poi partito il
canale adduttore che avrebbe portato l'acqua
alle utenze irrigue. Si calcolava in 2000 ettari la
superficie complessivamente irrigabile. In una
eventuale seconda fase si sarebbe poi previsto l'ulteriore rialzo del livello di
ritenuta del lago di Maracalagonis fino a quota
99,80 m s.l.m., portando la capacità del bacino
a 16,36 Mm³. Assumendo un franco di 2 metri sul livello di
massima ritenuta, le dighe in terra laterali sarebbero state
sopraelevate fino a quota 101,80 m s.l.m.. Al
lago così ingrandito sarebbero stati allacciati
nuovi bacini idrografici, in particolare quelli dei rii
Monte Chiesa, Maidopis, dei Sette Fratelli,
Longu, Sfundau, Brandanu e De Loi. I primi tre sarebbero stati
intercettati a valle della loro confluenza nel
Rio Campu Omu, mediante una diga di 8 metri
d'altezza costruita su quest'ultimo. Da qui le
acque sarebbero state immesse in una galleria
che le avrebbe convogliate nell'alveo del Rio
Longu, sul quale, più a valle, si sarebbe
realizzata una diga di derivazione per immettere
le acque in un canale di collegamento tra il Rio
Longu e il Rio Sfundau. Sul Rio Sfundau era poi
prevista una diga con un'altezza di ritenuta di
24 m, che avrebbe formato un serbatoio di circa
1,33 Mm³ di capacità. Il serbatoio sul Rio
Sfundau avrebbe avuto un duplice scopo:
contenere le acque di piena e smaltirle
gradualmente, così da non dover dimensionare per
portate eccessive il canale che avrebbe condotto
le acque al lago di Maracalagonis; chiarificare
le acque in modo da non condurre fanghi entro il
lago di Maracalagonis. Dal serbatoio del Rio
Sfundau un canale con inframezzati tratti di
galleria avrebbe connesso le opere di
seconda fase con quelle precedentemente
realizzate, intercettando anche le acque dei rii
Brandanu e De Loi (dove pure erano previste
piccole dighe di derivazione) e riversando
infine le acque dei nuovi bacini
nel lago di Maracalagonis, ingrandito come sopra
si è detto. I canali distributori sarebbero
stati ampliati nella sezione (vista la maggiore
portata da convogliare) e in lunghezza,
dovendosi raggiungere nuove utenze.